Il Ricciardi: il cocktail dedicato al commissario dei romanzi di Maurizio de Giovanni

Sta riscuotendo un clamoroso successo il romanzo “Rondini d’inverno”, ultima creazione della penna dello scrittore di romanzi gialli Maurizio de Giovanni.
IL RICCIARDI” è il cocktail  ideato da Giovanni Avolio, restaurant manager del Grand Hotel Parker’s di Napoli, che si è ispirato per l’appunto al Commissario Ricciardi, noto personaggio immaginario della letteratura italiana creato dal famoso scrittore.

Abbiamo fatto un tuffo nel passato – spiega Avolio -, proprio negli anni in cui è stato ambientato il romanzo, ovvero gli anni ’30; ci siamo ispirati al Futurismo che, oltre ad aver rivoluzionato l’arte e la letteratura, portò le sue idee provocatorie e dirompenti anche dietro i banconi dei bar, rendendoli teatri di originali esperimenti culinari, dando vita a nuove ricette e rompendo gli schemi della miscelazione tradizionale”. “Grazie al forte sentimento nazionalistico e alla valorizzazione del Made in Italy – continua – i drink futuristi furono il primo esempio di bibite autarchiche che utilizzavano come basi alcoliche grappa ed arzente e come aromatizzanti rabarbaro, genziane, assenzi, rosoli, ma soprattutto vini e vermouth della tradizione italiana”. “Il sentimento nazionalistico emerse anche nella rivoluzione del linguaggio – conclude Avolio -, che cambiò i nomi degli strumenti e dei protagonisti della miscelazione, quindi attenendoci a quel periodo storico questo cocktail l’avremmo potuto chiamare ‘La Polibibita’”.

Ecco la  ricetta…

Ingredienti

  • 3 cl Rabarbaro Zucca
  • 2 cl Curaçao
  • 1 Bar spoon di Vecchia Romagna Etichetta Nera
  • Top di spumante

Preparazione
Versare direttamente nel bicchiere il Rabarbaro Zucca, il Curaçao, un bar spoon di Vecchia Romagna Etichetta Nera ed, infine, il top di Spumante. Mescolare il tutto e decorare con un ciuffetto di menta e la buccia di arancio estraendo prima i suoi oli essenziali.

Il romanzo
Il Natale è appena trascorso e la città si prepara al Capodanno quando, sul palcoscenico di un teatro di varietà, il grande attore Michelangelo Gelmi esplode un colpo di pistola contro la giovane moglie, Fedora Marra. Non ci sarebbe nulla di strano, la cosa si ripete tutte le sere, ogni volta che i due recitano nella canzone sceneggiata: solo che dentro il caricatore, quel 28 dicembre, tra i proiettili a salve ce n’è uno vero. Gelmi giura la propria innocenza, ma in pochi gli credono. La carriera dell’uomo, già in là con gli anni, è in declino e dipende ormai dal sodalizio con Fedora, stella al culmine del suo splendore. Lei, però, cosí dice chi la conosceva, si era innamorata di un altro e forse stava per lasciarlo. Da come si sono svolti i fatti, il caso sembrerebbe già risolto, eppure Ricciardi è perplesso. Mentre il fedele Maione aiuta il dottor Modo in una questione privata, il commissario, la cui vita sentimentale pare arrivata a una svolta decisiva, riuscirà con pazienza a riannodare i fili della vicenda. Un mistero che la nebbia improvvisa calata sulla città rende ancora piú oscuro, e che riserverà un ultimo, drammatico colpo di coda.

 

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