Rosso: il vino per antonomasia

Rosso: il vino per antonomasia

Il vino rosso è il vino per antonomasia: quando si pensa alla bevanda degli dei, oppure la si vuole rappresentare, non la si immagina quasi mai nelle sue sfumature oro o rosate… D’altra parte il color rosso del vino è certamente uno dei suoi attributi più invitanti.

Sì bel sangue è un raggio acceso
di quel sol che in ciel vedete.

Queste le parole di elogio (tratte da “Bacco in Toscana”) che l’accademico Francesco Redi ha dedicato al “sangue della vite”.
Non sono solo cinquanta le sfumature di rosso, questo vino ne comprende di più in quanto il colore che gli antrociani conferiscono alla bevanda è  in funzione della reazione acida: più il ph è basso (e dunque l’acidità è alta), più il colore è vivace (tipico de vini giovani). Dunque se l’acidità è bassa, e il ph è alto, il colore sarà meno brillante. Infatti, i tannini – insieme agli antrociani – si colorano col passar del tempo, virando verso i toni “mattone”. Perciò i vini vecchissimi sono molto scuri. Per identificare i colori del vino rosso si utilizza paragonarli a quelli di due pietre preziose, ovvero il rubino e il granato. Il colore rubino è rosso scuro, ma ci sono anche pietre violacee, oppure rosa. Le sfumature di colore del granato invece virano dal giallo aranciato al rosso sangue. In base a quanto detto, dovendo comunque riassumere le diverse espressioni visive del vino rosso, potremmo così raggrupparle:

–          Rosso porpora/violaceo:  colore tipico di vini rossi parecchio giovani;

–          Rosso rubino: nuance tipica di vini rossi tendenzialmente giovani;

–          Rosso granato: tipico di vini rossi più maturi;

–          Rosso aranciato: proprio di vini rossi parecchio invecchiati.

Per definire un vino rosso “di qualità” non basta sicuramente l’analisi visiva. Sono tanti i fattori che determinano la bontà di questa bevanda, che vanno comunque mediati con le preferenze di chi la beve (“Ci si nutre per bisogno, ma anche per piacere!”). Ad ogni modo anche l’olfatto gioca un ruolo importante in tal senso. L’odore è legato al vitigno, all’origine del vino, alla sua età e al suo stato di conservazione. Generalmente un vino giovane è caratterizzato da pochi profumi facilmente individuabili; un vino maturo, invece, è dotato di tante sfumature odorose. I wine lovers preferiscono un vino complesso, caratterizzato da un bouquet di profumi  capace di ipnotizzare la memoria olfattiva. Veniamo ora al dunque: il gusto. Le sensazioni gustative e tattili sono sicuramente le più importanti nell’analisi qualitativa di un vino. In fase di degustazione assoluta di un vino, le sensazioni gustative vanno a braccetto con l’olfatto, se invece il vino funge da accompagnamento ad una pietanza sicuramente la sua valutazione sarà inficiata da quanto l’abbinamento sia stato “azzeccato”.  In generale dei vini rossi si apprezzano la morbidezza, la freschezza e la persistenza. Tutte le caratteristiche prima elencate, unitamente alle preferenze di chi lo beve, definiscono l’equilibrio e, di conseguenza, la qualità di un vino rosso. Non vi resta che sceglierne uno su Italianwineselection.com

Prosit!

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